L'AGENZIA LETTERARIA



“Penso che la literary agency stia vivendo una fase di decisiva transizione che condurrà a ridefinire non solo il rapporto con autori e mercato culturale, ma lo stesso profilo della professione.


In breve tempo abbiamo assistito al declino ed alla rinascita della libreria come teatro principe del libro; abbiamo perso per poi (fortunatamente) ritrovare la figura del piccolo editore come fonte di innovazione; stiamo lentamente imparando (cosa che in altri settori del mercato della cultura, come ad esempio quello museale, è già da tempo prassi) a poggiare scelte e strategie su razionali strumenti di marketing, e questo anche relativamente alle piccole produzioni; la stessa posizione dell'autore si sta sempre più complicando ed arricchendo, basti ad esempio pensare che uno scrittore, oggi, ha ben difficilmente un rapporto privilegiato con un solo editore ed è impegnato sempre più direttamente e con sempre maggiore creatività ed apporto personale nella promozione delle proprie opere e della propria firma.


In questo scenario, la sfida per le agenzie letterarie va chiaramente ben oltre la tradizionale questione della collocazione editoriale, traducendosi piuttosto nel saper assumere quel ruolo manageriale che è (e sempre più sarà) condizione stessa della creazione e della crescita nel tempo del valore di una firma.”



Alberto Asero

giornalista ed editor

direttore di A&P













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